domenica 26 febbraio 2017

Liberamente #1


Buondì a tutti! Ho deciso di iniziare una nuova "serie" di post molto tranquilli, che scriverò tendenzialmente di domenica, dove molto semplicemente libero qualche pensiero dalla testa riguardo la mia settimana, cosa sto combinando e come stanno andando le cose. 

E chi se ne frega?

Avete ragionissima! Ovviamente non ve ne può fregare di meno, ma ho pensato fosse un'idea carina condividere ansie, inquietudini, risate, consigli su serie e altro ed eventi che vi hanno colpito qua, sul mio blog, per fare due chiacchiere, scambiare qualche consiglio e magari ridere insieme, visto che ormai molte cose le prendo con ironia per non disperarmi.
Per questo sentitevi liberi di commentare come volete, prendermi in giro per le mie sventure e, insomma, divertitevi! Liberate la mente da quel caos di pensieri che vi danno fastidio, in modo da iniziare una nuova settimana più leggeri e con meno preoccupazioni. 

Quindi, iniziamo. 

È da circa una settimana che sono tornata in Italia, dalle mie mille avventure spagnole e per certi versi mi sento più rilassata, a parte la nebbia torinese che da quando sono arrivata mi ha fatto sentire come in Silent Hill. Ma da un paio di giorni sembra che sia iniziata la primavera, così ho ben pensato di comprare bulbi di fiori vari da piantare ovunque, non fosse che mia nonna li stava quasi per soffriggere con il sugo (ma se è per questo si è anche spalmata la mia crema da viso alla lavanda sul pane pensando fosse una salsina, visto che la conservo in frigo).

Ho finito qualche serie televisiva di cui vi parlerò molto brevemente: 

1. In The Flesh: drammatico horror che non è malaccio, l'accento inglese è molto piacevole e non ho potuto che simpatizzare per un paio di personaggi. Ma... questa moda degli zombie che si integrano nella nostra società mi annoia un pochetto, insomma se voglio vedere qualcosa sugli zombie mi aspetto un po' di truculenza in più e non bacini e bacetti, lotte per i diritti degli zombie e stupidaggini simili. Inoltre il fatto che ci siano solo due stagioni (per adesso), lascia lo spettatore un po' incompleto. Peccato.



2. Hannibal: serie poliziesca, horror e drammatica che mi è piaciuta molto, almeno le prime due stagioni che ho trovato fantastiche. Hannibal Lecter viene interpretato magistralmente da Mads Mikkelsen, che forse vi ricorderete in Doctor Strange nella parte del cattivo Kaecilius, e la trama di ogni episodio è sempre molto avvincente. Peccato che l'ultima stagione abbia lasciato un po' a desiderare... 



3. Agents of S.H.I.E.L.D.: non l'ho finita per una semplice ragione... che palla mostruosa, porca miseria mi aspettavo qualcosina di meglio e invece è pieno di attori incapaci, battute banali, eventi stupidi che mi conciliano il sonno. Accantonata subito.

Invece per quanto riguarda film, per chi non li avesse visti ve ne consiglio un paio:

- Prova a prendermi: con un cast stupendo, tra un giovanissimo Dicaprio, Tom Hanks e molti altri attori notevoli, è davvero un classico del cinema brillante, intrigante e piacevole. La cosa che mi sorprende è che sia un film di Spielberg per cui non ho una gran simpatia, vista la sua tendenza a fare americanate e cagate mostruose (vedi War Horse). 

- Doctor Strange: visto al cinema ma ne stavo parlando ultimamente. Molto bello, finalmente la Marvel mi sorprende dopo una serie di scempi. Ho trovato una sola pecca: la mancanza di attenzione nel dettaglio. Non puoi far lavare le mani a un neurochirurgo come se fosse un bambino dell'asilo sporco di fango e poi fargli fare il figo tutto il film con "Dottor Strange, chiamami dottore, bla bla bla" se poi non sai lavarti le mani prima di una chirurgia. Ma sarà deformazione professionale ormai...



- 50 Sfumature di Nero: non è che ve lo consiglio ma l'ho visto. Ormai è mia tradizione a San Valentino andare con una mia amica a vedere film deficienti per non rimanere da sole a far niente. Quest'anno è toccato al secondo capitolo di questo abominio letterario e cinematografico. Visto in lingua originale, ho riso per tutto il film. Senza senso, ma mi ricorda l'atteggiamento di molti ragazzi che ho conosciuto nella mia breve esistenza: litighi? La soluzione è trasferirsi insieme! Litighi di nuovo? Allora è arrivato il momento di chiederle di sposarti! Ma vaff...



Finito con film e serie, parliamo di libri. Non so chi di voi se lo ricorda, ma uno dei miei buoni propositi per il mio compleanno (7 settembre) era quello di leggere 100 libri entro il prossimo anno (quindi 7/9/2017). Non sarò sulla buona strada, per mancanza di tempo e sfighe varie, ma ne ho già letti 27 tra cui qualcuno che secondo me merita la vostra attenzione: Il libro del riso e dell'oblio (Milan Kundera), La vita è altrove (sempre di Kundera), Universo (di Robert Heinlein, per gli amanti della fantascienza), Il gatto che aggiustava i cuori (di Rachel Wells, per chi cerca letture leggere ma interessanti), La lentezza (breve lettura sempre di Kundera che quasi dimenticavo prima) e La malattia mortale (di Kierkegaard per chi ama letture un po' più complesse). 
Non so perchè poi ultimamente ho voglia di leggere qualcosa di Stephen King, sarà che siete in tanti a consigliarmi alcune sue opere, ma è difficile scegliere con quale iniziare (si accettano volentieri opinioni). 

Bom, direi che per questa settimana ho finito con libri e passatempi vari. Voltiamo pagina e
passiamo ad altro. Ah no dimenticavo! 
Per chi fosse interessato, ho iniziato la creazione dei miei cosplay per il Torino Comics di quest'anno, a cui sarò presente tutti i giorni in vesti diverse (un giorno mi troverete a uno stand con un'autrice, ma vi aggiornerò più avanti). Per adesso vi basti sapere che interpreterò 3 personaggi: Rias Gremory di High School DXD (ridete pure ma ogni tanto anche io ho bisogno di leggere manga stupidi), Leslie Pig di Contronatura in versione cameriera (un po' meno scosciata) e infine Arwen de Il Signore degli Anelli in una versione un po' particolare. Le giornate in cui interpreterò i vari personaggi ve le dirò più avanti, in ogni caso sarò quasi sempre disponibile per foto basta che non sia un assalto come l'ultima volta (e soprattutto educazione please). 


Concludiamo questo articolo con qualche consiglio e commento spassionato. 

1. Se una ragazza mette come stato "Single" non significa che dovete intasarle la casella dei messaggi sperando di avere una chance (specialmente se siete sposati o siete delle teste di cavolo). 


2. Prendetevi cura dei vostri animali e le persone che amate, perchè vi daranno un sacco di soddisfazioni. A parte il mio gatto, lui dorme sempre ed è un po' stupido ma in fondo è un gran coccolone. 


3. Il buongiorno si vede dal micio. O da una persona cara che avete al vostro fianco. Nel mio caso, purtroppo, ho solo un grasso batuffolo famelico. 


4. E fatevela qualche risata ogni tanto! 


5. Informatevi sulle novità scientifiche, un po' di sana cultura non può che farvi bene.


6. I consigli delle mamme sono sempre i migliori, specialmente quando la tua si rassegna sul fatto che sei single e ti manda queste cose:

7. Coltivate le vostre passioni. Che sia leggere scrivere o dare punti di sutura su una banana per non perdere la mano ed esercitarsi in chirurgia. Fa bene al cuore e alla mente.


8. Leggete di più e divertitevi!



Con questo ho finito, spero che vi sia piaciuta questa prima puntata di Liberamente e ci vediamo molto presto con un nuovo post!

venerdì 24 febbraio 2017

Le parole che non dissi


Oggi pubblico una mia creazione per partecipare all’iniziativa della Community "Amami più che mai, love poetry" (per il link cliccate il nome) in occasione del Venerdì Poesia che avviene ogni settimana. Spero vi piaccia, in ogni caso critiche e consigli sono sempre ben accetti. Buona lettura!


Furono le parole che non dissi
a trasformare l’amore in solitudine.
E i mille sentimenti che scrissi
rimasero lì, come ombre
della mia inquietudine.

Se solo avessi liberato quelle parole
nell’aria, da quella pungente gabbia
che è la mia testa, meno sgradevole
sarebbe stato, l’addio.

Libera le emozioni, i sogni,
come storni lasciali volare lontano
dove il coraggio ti insegni
cosa vuol dire amore.



Vi ricordo, per partecipare dovete seguire poche semplici regole:


1. Inserite nel vostro post la dicitura "Partecipo all'iniziativa della Community #LovePoetry #VenerdiPoesia #verbavolant"

2. Postate nella sezione Venerdi Poesia
3. Si prega di apporre link credit sulle vostre creazioni se aderite a questa iniziativa, sia su raccolte, poesie o libri.
4. Si ricorda che chi partecipa agli eventi e contest organizzati dalla Community e decide di aderire permette e dà consenso e autorizzazione a utilizzare testi e scritti che potranno essere pubblicati nella raccolta Gplus come #LovePoetryTop #LovePoetry, nel blog omonimo della Community e ricondivisi in progetti collegati al gruppo e al blog, tutto questo per dare maggiore visibilità ai lavori creativi più belli.


 #LovePoetry #VenerdìPoesia #verbavolant

martedì 21 febbraio 2017

The boy next door


Buongiorno a tutti! Oggi ho deciso di “deliziarvi” con una recensione di un film…. E che film! Un’ora e mezza di scemenze in HD in questa merdavigliosa love story, horror senza senso.
Ahh quanto mi mancava scrivere minchiate! Non ho resistito, dopo averlo visto in una serata tra donne e qualche bicchiere di vino, ho deciso di condividere questa esperienza, che oserei definire quasi mistica, riportando alcuni dei momenti più belli di questo capolavoro hollywoodiano.

Volevo fare un video in realtà, adesso che ho un briciolo di tempo in più, perché alcune scene ed espressioni non si possono raccontare, vanno gustate in tutta la loro demenzialità. Quindi chissà, magari tra non molto vi sorbirete la mia faccia raccontare belinate… ma per questa recensione ho deciso di mettere direttamente quelle degli attori, perché sono a dir poco oscene.

Ma veniamo alla recensione.

Premessa: il film non è stato scelto da me, ma da una mia amica e collega con cui faccio a gara per trovare i film più brutti da vedere insieme… questa l’ha vinta lei, senza dubbio. Chapeau!

Iniziamo…

Film “thriller” del 2015 diretto da Rob Cohen, regista di un “Fast and Furious” e un capitolo de “La mummia”,  vede come attori protagonisti la 46enne Jennifer Lopez (che ormai è diventata quasi completamente inespressiva tra botox e acido ialuronico) e il trentenne Ryan Guzman, famoso per “Step Up” e “Pretty Little Liars”: cioè famoso per modo di dire, diciamo conosciuto per il suo fisico tra le adolescenti di questo mondo.

Ora, vista la regia e gli attori, che tipo di film vi aspettate?

Ve lo racconto in una semplice frase: un delirante film d’amore con scene horror e macchine da corsa. Non serve aggiungere altro alla descrizione, ma cerchiamo di capire il perché di questo aborto.

Il film inizia con la protagonista intenta in una piccola corsa tra i boschi, d’estate che racconta la sua storia a un’amica: Claire Peterson (Jennifer Lopez) è una professoressa di letteratura del liceo che da poco si è separata dal marito John perché la tradiva con la segretaria, che ci viene descritta solo per il suo profumo ai “biscottini al cioccolato” in una email del marito che la povera Claire ha sgamato. La sua amica di scuola e chirurgo plastico Vicky, nonché preside del liceo, le raccomanda il divorzio il prima possibile, ma sembra che Claire, in fondo, ci tenga ancora a suo marito forse perché hanno un figlio (di età ignota presumo intorno ai 14-15 anni), Kevin, che adora suo padre e soffre di una strana forma di allergia, motivo per cui si porta sempre una siringa, di quella presumo sia adrenalina, in tasca.

Dopo aver festeggiato il compleanno del figlio Kevin insieme al marito, con una deprimente torta bianca di polistirolo, Claire decide di lasciarlo andare con il padre in campeggio (dove cucineranno trote su una vanga, vantandosene beatamente a metà del film) la settimana successiva.

Tornata a casa e intenta ad aprire il garage con la porta rotta, scopre che il suo anziano e paraplegico vicino di casa (e sottolineo paraplegico per una ragione che capirete più avanti) ha preso in custodia suo avvenente nipote Noah (Ryan Guzman), diciannovenne che ha perso qualche anno di scuola, che si offre di aggiustare gratis il garage.


Fermiamoci un attimo a riflettere: cosa potrebbe mai succedere adesso? Ma mi sembra ovvio, Claire osserva il giovane Noah con occhi da triglia sognando di farsi chiavare da quella montagna di muscoli tanto gentile e disponibile. Ma lei deve mantenere la sua dignità, non può permettersi di fare una cosa del genere, insomma, lui è giovane e lei è ancora sposata!

Inoltre, suo figlio Kevin e Noah diventano subito migliori amici in questa fantastica estate fatta di garage rotti e sogni ad occhi aperti.
Nei giorni successivi Claire scopre che camera sua si affaccia proprio di fronte a quella di Noah, quindi decide di spiarlo da dietro le tende mentre si cambia e mostra culo e addominali. Lui ovviamente se ne accorge ma a lei non frega niente e continua a spiarlo.


Intanto il rapporto tra Kevin e Noah diventa sempre più forte, tanto che il giovane diciannovenne si reca spesso a casa di Claire per cenare con loro e pavoneggiarsi. Come se non bastasse, tutto nel giro di pochi giorni, aggiusta il garage, fa uscire la ragazza più bella del liceo con Kevin, lo aiuta a lasciar perdere i bulli (contandone uno invece di 3, ragion per cui probabilmente ha perso qualche anno di scuola) e trova una prima edizione dell’Iliade in inglese che regala a Claire vantandosi di essere un amante dei classici. Nel frattempo, Claire continua a girare per casa in abiti succinti, senza reggiseno…ma diamine, hai un figlio 14enne e giri praticamente nuda per casa, usando come soprammobili scarpe con tacco 15 a spillo rosse, muccate e dorate che nemmeno la peggio battona di periferia metterebbe mai tale obbrobrio…. Ma poi, se tuo marito chiamava l’amante “biscottino al cioccolato”, perché tu, donna cornuta, continui a preparare ogni santo giorno biscotti al cioccolato??? Io una chiacchierata con uno psicologo l’avrei fatta…


Insomma, quel giorno suo figlio parte per andare in vacanza con il padre e lei rimane da sola a casa e si prova le scarpe in pigiama mentre spia Noah dalla finestra. Decide di prepararsi e uscire con la sua amica Vicky, quindi si veste, si mette quelle scarpe oscene e si reca nel quartiere cinese della città per andare a mangiare al ristorante dove due uomini di mezza età l’aspettano, insieme alla sua amica, sperando di combinare qualcosa. 

Purtroppo, uno di questi latin lovers fa una battutona su quanto sia inutile studiare i classici e scrivere, perché nessuno otterrà mai qualcosa da ciò. Claire, offesa nel profondo, si alza e torna a casa dove riceve una chiamata da… Noah! Che ha problemi ha scongelare il pollo e lo mette nel microonde e con la plastica, sperando di mangiarlo (e io speravo morire per una diarrea fulminante da salmonella o un’intossicazione da diossina… ma niente, accidenti). Claire così decide di andare a casa del giovane a preparare la cena che consumano insieme. Ma mentre lei sta per andare a casa, il giovane la persuade con la sua bellezza e si lasciano andare alla passione mentre lei continua a ripetere “No, Noah ti prego, non posso, è sbagliato” spogliandosi da sola.



A questo punto, a me e alle mie compagne di film orrendi, ci sono sorte due domande:

1) Come diavolo è possibile che tutto ciò avvenga in una sera sola?
2) Dov’è finito il nonno, di cui non si hanno più notizie dal primo incontro, che in teoria vive nella stessa casa di Noah???

La prima domanda, ahimè non ha risposta, probabilmente il regista ha fatto un casino atroce e non aveva tempo e altri soldi da spendere per allungare il film, oppure non voleva far suicidare gli spettatori sopravvissuti che non sono ancora morti di diabete o dalle risate. La seconda invece, ha continuato a rimanere nella nostra testa fino a che non ha trovato una “risposta”, che vi svelerò più avanti.
Ma andiamo avanti con la trama, se non avete già chiuso il pc o il telefono annoiati da queste storie idiote.

Claire si sveglia nuda sul divano di Noah, che è perdutamente innamorato di lei e le porta la colazione. Ma insomma, non eri capace a scongelare un pollo e riesci a preparare una colazione? Caspita!


È disperata, in fondo ama ancora suo marito e non capisce perché si è lasciata andare così. Scappa a casa in preda ai rimorsi e nel frattempo suo figlio ritorna dal campeggio con il padre e cenano tutti insieme tra chiacchiere e una torta che si fracassa al suolo insieme al piatto e viene magicamente ricomposta e servita alla famiglia.

Noah non capisce perché Claire lo stia evitando, così inizia a frequentarsi sempre di più con Kevin insegnandogli a sparare, incitandolo a odiare il padre che ha cornificato sua madre e facendolo praticamente svenire dallo sforzo mentre fa boxe (ovviamente questa scena viene condita con una buona dose di sana ignoranza e demenza, in cui Noah prende la siringa di adrenalina e impanicato non sa dove iniettarla se in faccia, cuore o altri posti, prima di optare per la gamba).

Dopo questo episodio, ricomincia la scuola, Claire torna a insegnare e magicamente scopre che Noah è diventato suo allievo grazie a una mail che lei stessa non ricorda di aver mandato né firmato. Ovviamente poi il primo giorno di scuola entri ed esordisci nella nuova classe recitando un pezzo dell’Iliade, senza nemmeno dire “ciao”. Vabbè…

Claire è confusa, non capisce più nulla e invita Noah a starle lontana, perché ha sbagliato e non vuole che accada di nuovo. Ma lui la ama! E lei lo palpa in palestra mentre il bidello guarda… santiddio basta…

Lei dopo scuola è furiosa e vede Noah che guida un mega pick-up stare dietro alla sua macchina, gli telefona e lo incita a non seguirla. Ma se siete vicini di casa, dove vuoi che vada???



La situazione degenera quando lei entra in classe la mattina e vede l’aula adornata di striscioni e foto ovunque di lei e Noah nudi sul divano e capisce che è stato lui ad hackerare il suo pc mandando la mail. Ma continua a non prendere provvedimenti.

Poi, un giorno Kevin viene assalito dai bulli mentre prende delle cose all’armadietto, ma super-Noah interviene e riempie di botte il capo dei bulli fracassandogli il cranio su un armadietto. A quel punto la preside Vicky interviene e, dopo essersi sentita dare della zoccola, vecchia, inutile ecc. ecc. da Noah, decide di cacciarlo dalla scuola.

Nel frattempo, John va a prendere suo figlio Kevin a scuola con la sua macchina da corsa e decide di farlo guidare. Ovviamente Kevin è ancora arrabbiato con lui per aver tradito la madre e così sgasa ai 150 km/h in curva finché non scopre che qualcuno ha tagliato freni e frizione e non può rallentare né scalare le marce. Ora, non dico che sia impossibile, ma tuo padre è venuto a prenderti e hai già guidato per un po’ (oltretutto senza patente e senza averci mai provato prima), non ti sei accorto che la macchina non funzionava? No… poi come se non bastasse, sopravvivono andandosi a schiantare contro dei bidoni di acqua e riportano la macchina a casa senza problemi e senza andare in ospedale o denunciare la cosa.



Ma non finisce qui. La sera del ballo della scuola, Claire accompagna suo figlio e in bagno trova una scritta a caratteri cubitali sul muro: “I fucked Claire Peterson”. E per magia da dietro il bagno appare Noah che cerca di violentarla ma lei riesce a divincolarsi e scappare.

Alla fine Claire decide di prendere provvedimenti. Chiamare la polizia? Ma vaaa, troppo mainstream! Va da Vicky a rivelarle che si è trombata Noah, che la sta stalkerando e ha filmato l’accaduto. Decidono così di mettere su un piano diabolico per appropriarsi del video rimasto e distruggere le prove. Vicky si finge Claire guidando la sua macchina mentre Noah la insegue e nel frattempo Claire entra abusivamente nella casa del suo vicino di casa: scopre una camera nel seminterrato piena di foto sue, una videocamera in un orologio in salotto, e un MacBook pieno di foto, video e piani machiavellici per tagliare i freni delle macchine. Invece di prendere direttamente il pc e scappare, ovviamente prende la scelta migliore, nonostante abbia il tempo contato: eliminare i file sul pc uno a uno. Vicky la chiama, è tornata a casa sua e ha seminato Noah che però si è accorto della trappola e probabilmente stava tornando a casa. In preda al panico, Claire lascia tutte le foto lì ed esce dalla stanza trovandosi davanti… suspense… il nonno di Noah! In piedi!!!! Che la guarda e le chiede cosa stia facendo.

Ma non abbiamo ancora raggiunto i limiti di massima demenza, tranquilli.

Dove sarà finito Noah?

Mentre Vicky è a casa e rassicura Claire al telefono, decide di avvisare la polizia per lei. Ma mentre alza la cornetta salta fuori Noah dalla cucina tirandole una chiave inglese in testa. La lega e la minaccia finché… Claire non va a vedere che fine abbia fatto Vicky e la trova sgozzata in camera sua.

Plot twist! Da romantico film passiamo all’horror, yuhuuu!


Invece di chiamare la polizia continua a illuminare con lo smartphone il cadavere dell’amica, urlando, finché non corre alla macchina dove trova il suo toyboy assassino seduto sui sedili posteriori che la porta come ostaggio in un capannone/autorimessa abbandonato, dove trova suo marito appeso a una scala e suo figlio legato a un tornio, entrambi vivi.

Noah vuole uccidere John e iniziare una nuova vita con Claire e Kevin, ma non avendo legato le gambe del marito si becca un calcio. A questo punto inizia una scena di lotta senza senso.
Claire finge di essere accondiscendente, il marito riesce a liberarsi e a tirare un cazzotto a Noah, mentre Claire prende una chiave inglese che gli fracassa in testa. Il giovane sviene per qualche secondo (perché cosa vuoi che sia una chiave inglese in testa?) poi si alza magicamente e spara a John che cade a terra con un colpo al petto. Decide di uccidere anche Kevin e così inizia a spargere benzina in giro per il capannone, poi prende un fiammifero e Claire lo spinge facendo così cadere la fiamma che incendia tutto. Geniale vero?

Claire prende poi la siringa di adrenalina dalla tasca del figlio, la pianta in un occhio a Noah che spara a caso (ovviamente una pistola 6 colpi che spara all’infinito) finché lei non lo spinge sotto un cubo di metallo appeso che gli fa crollare addosso schiacciandolo. Libera il figlio, prende il marito che intanto si è alzato e cammina, e vanno via in ambulanza.

FINE




Sono stata un po’ troppo dettagliata forse nel raccontarvi la trama, ma era necessario perché capiste vagamente il film. Che in realtà non ha senso alla fine…

Buchi di trama, una concezione del tempo assurda e cercare di mettere attori famosi per rendere il film più avvincente. Evidentemente il regista non sapeva più cosa inventarsi, ha ritagliato qualche pezzo di copione dai suoi vecchi film facendo un collage per creare questo scempio di romanticismo e inutilità. Battute sessiste che non fanno ridere, l’indecisione bestiale dei protagonisti, scene che nemmeno nel peggior film rosa potrebbero accadere. Ma mi avete già sopportato abbastanza, concludiamo quindi questo articolo con le 3 cose peggiori, per me, di questo film e 3 consigli ai futuri spettatori.

  • Ambientazione e tempo

Ci sono delle lacune tremende per quanto riguarda l’ambientazione. Insomma, da un momento all’altro i protagonisti sono in un posto, poi in un altro, il tutto in un lasso di tempo brevissimo Ma oltretutto, ci sono cose che non combaciano. Perché Claire e Noah si divertono sul letto e poi lei si sveglia sul divano? Ma soprattutto…


  •  Dov’è finito il nonno?

 Io e le mie compagne di film ce lo siamo chieste per un bel po’. Fa un’apparizione lampo per presentare suo nipote Noah e poi ricompare per pochi secondi quando scopre Claire in casa sua. Se è paraplegico, dove cavolo può essere andato mentre Noah e Claire si divertivano allegramente e la trama andava avanti? Ah già giusto, probabilmente stava scoprendo come risolvere i problemi dati da artrite, osteoporosi e danni alla colonna vertebrale, visto che nella seconda scena in cui compare non usa più la sedia a rotelle. Tutto ciò non ha senso.

  •  Mammina scostumata in crisi ormonale

Non ho trovato un senso al personaggio di Claire. Molto semplice. Quale madre girerebbe mai mezza nuda in casa con un figlio adolescente? Ma poi, perché usare scarpe orribili come soprammobili lasciandole in bella vista sul tavolino della cucina? Perché cucinare ossessivamente biscottini al cioccolato se tuo marito ti ha tradito con una donna che profumava proprio di biscottini al cioccolato?
Davvero, io… io… non riesco a capire… chi potrebbe mai partorire un personaggio simile che va a lezione senza reggiseno e mezza scosciata?

Infine, ecco i miei tre consigli per i futuri spettatori (che non credo esisteranno dopo aver letto la mia recensione): in primis, guardate il film accompagnato con del buon vino e un’ottima compagnia, perché in sé è inguardabile se non sotto effetto di qualche sostanza probabilmente; secondo, munitevi di fazzolettini, non perché faccia piangere, ma perché a furia di ridere vi verranno le lacrime agli occhi; terzo, ma non meno importante, non aspettatevi grandi scene sexy né una recitazione decente. La Lopez ormai ha la sua età e con tutto il botulino che ha in faccia, come molti altri attori nel film, ha perso molto la sua espressività, per non parlare del giovane Ryan che oltre a fare la faccia da deficiente cercando di essere sexy, non sa fare altro.


Detto questo, vi lascio in pace. Spero vi sia piaciuta questa (orrenda) recensione, vi raccomando di (non) guardare questo film, e buona giornata a tutti voi!!!

venerdì 17 febbraio 2017

A volte ritornano...


…O meglio, a volte ritorno. Specialmente quando lascio delle cose in sospeso. Detesto l’incompiutezza.

Così eccomi, di nuovo con voi (poveretti) con il mio stupido blog, le mie stupide riflessioni e le mie ancora più stupide creazioni. Era ora! Scrivere mi aiuta sempre a tirar fuori le parti nascoste di me, le parole che spesso dalla mia bocca non riescono a uscire.
Questo post, il primo di una lunga serie, vuole essere un po’ liberatorio e generale, come avrete forse notato. Niente recensioni, niente quisquilie, solo una breve chiacchierata per salutarvi di nuovo, con un sorriso, più forte, determinata e positiva che mai.


Cosa mi ha portato a riprendere il blog?

Nostalgia e tempo. Come diceva il mio amato Kundera, “la nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare”. Mi mancava scrivere, mi mancava il tempo e la forza di prendere in mano la mia vita e così mi son detta “ora basta, prenditi cura di te, smettila di voler sempre fare diecimila cose alla volta, non sei Dio, non sei Superman. Goditi la vita e sii felice”.

L’ambizione a volte ti porta a ciò, perdere tempo dietro cose superflue che ti prosciugano le forze e le speranze. Se poi si unisce il tutto a un carnevale di persone completamente deficienti che cercano di portarti in basso con loro, in un baratro di mediocrità, ignoranza e tristezza, allora è la fine.

Negli ultimi mesi, in cui sono sparita ed i miei post sono scemati fino a interrompersi, ho fatto un gran casino. Non lo nego. Ho intrapreso strade per cui non ero ancora pronta, accompagnata da false amicizie e falsi interessati, che sono sfociate in un mare di melanconia e rabbia. Il tutto ha raggiunto il culmine il 28 dicembre, giorno in cui ho rischiato la vita.

Mi dispiace annoiarvi con le mie solite chiacchiere, purtroppo questo non è cambiato, ma sono venuta oggi da voi perché voglio raccontarvi la mia storia, a grandi linee, perché così possiate comprendere che ogni tanto è necessario fermarsi, riflettere e riprendere a vivere in modo da essere felici, senza annegare in un mare di responsabilità, dispiaceri e ricordi.

Dicevo… fino al 28 dicembre. Dopo qualche settimana di ricovero, un periodo di riposo e “riorganizzazione”, ho deciso di cambiare affinché possa stare bene. Tornare indietro a come ero una volta, in fuga dai problemi, sarebbe inutile: il mio viaggio, la mia vita negli ultimi anni mi hanno portato nuovi obbiettivi, esperienze e a un nuovo modo di vedere le cose. Insomma, quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore per avanzare. E, in fondo, non avrebbe senso tornare indietro, il passato è passato e nel bene e nel male ha permesso di essere ciò che siamo.

Ora, è tempo che mi dedichi alle cose che mi piacciono e alle cose di cui ho bisogno. In primis, stare bene di salute. L’incidente ha fatto sì che io debba seguire delle terapie e cure nella mia cara città che tanto mi è mancata, così sono tornata per studiare a distanza e contemplare un possibile trasferimento (che credevate eh? Anna non sta mai con le mani in mano, anche se sta male è sempre multitasking e va a far casino in altre università tra ortopedia e chirurgie varie).

Ma per adesso mi voglio concentrare, oltre che su di me e la mia salute, sugli studi, il blog, insomma… sulle cose che mi rendono felice. Vivere la vita giorno per giorno, lasciando alle spalle il passato, la melanconia, i dolori. È giunto il tempo di godersi ogni istante.

Soprattutto gli studi... 6 chili e 3 per 15 CFU.

E quindi, rieccomi! Con una voglia incredibile di sorridere, ricominciare, scrivere recensioni, poesie, racconti, stupidaggini allucinanti, per divertirmi e, magari, strapparvi un sorriso.

Restate sintonizzati e tenetevi pronti, Anna is back!


Ho attraversato mari, ho lasciato dietro di me città, ho seguito le sorgenti dei fiumi e mi sono immerso nelle foreste. Non ho mai potuto tornare indietro, esattamente come un disco non può girare al contrario. E tutto ciò a cosa mi stava conducendo? A questo preciso istante.


Jean-Paul Sartre



mercoledì 3 agosto 2016

Oh, shaddy slang!

In questo periodo di lavoro, in cui voi tutti sarete in vacanza a crogiolarvi al sole, probabilmente, ho deciso di scrivere un post “easy peasy”, molto semplice e veloce e, perché no, anche utile per le vostre ferie.

Quindi ho deciso di parlarvi di alcune espressioni del linguaggio di tutti i giorni in inglese. Ma quale inglese? I più conosciuti, ossia British & American, visto che nell’inglese neozelandese per esempio non ci voglio mettere dito, essendo molto complesso (più che complesso incomprensibile a dire il vero).



Come avevo già detto in alcuni post precedenti, ho viaggiato molto nonostante la mia giovane età. Sono andata negli States, in Irlanda e Gran Bretagna, tra i paesi inglesi, per poi ritrovarmi in un ambiente molto vario all’università. Infatti, studiando in un corso bilingue inglese-spagnolo, ho conosciuto tantissime persone provenienti da ogni parte del mondo: australiani, americani europeizzati, nordeuropei, neozelandesi ecc. tutti con un inglese diverso e a volte complesso da comprendere specialmente per la pronuncia.

Ma oggi voglio concentrarmi su alcune espressioni che mi sono rimaste in testa e che sento spesso anche da persone che non parlano inglese come lingua nativa. Quindi forse conviene impararle (come i dannati phrasal verbs, c’mon guys!!! Vanno saputi!!!).

Per iniziare, quanti di voi sanno cosa significa “shaddy” (che ho messo di proposito nel titolo)? Pochi, immagino, e anche se guardate online, troverete traduzioni errate come “nascondere qualcosa”; in realtà significa cattivo, noioso, fastidioso, in gergo americano. E in fondo lo slang, ossia il gergo parlato, lo è: difficile, non sempre facile da capire ma che ritorna utilissimo quando si viaggia o si vive all’estero, e anche quando si lavora.

Vediamo dunque 30 delle espressioni più comuni in cui mi sono imbattuta.

  1. You look like hell: americana, abbastanza scortese ma che mi viene detta spesso dai miei amici e compagni di corso quando sono sotto esami e infognata con il lavoro. Significa “hai un aspetto terribile”. Ma terribile davvero.
  2. I’m fresh as a daisy: modo di dire che rimanda un po’ al nostro “sono fresco come una rosa”. Ma invece delle rose in questo caso si parla di margherite. Infatti la traduzione letterale è “sono fresco/a come una margherita”.
  3. I feel rotten: usata per esprimere uno stato di malessere, significa “mi sento marcio/andato a male”.
  4. Life got you down?: si usa quando si vuol chiedere a qualcuno se va tutto bene, un amico o una persona cara che ci sembra giù di corda. Significa ‘’La vita ti ha buttato giù?”.
  5.  Cheer up!: espressione di incoraggiamento che vuol dire “tirati su”.
  6. Quit your…: qui ne ho sentite diverse, specialmente negli States, per dire smettila dibeefing, kvetching, bellyaching: tutti e tre vengono usati come sinonimo di complaining, ossia lamentarsi.
  7. Gosh: molto usata, ma davvero moltissimo, specialmente dagli americani di Boston. Viene usata in espressioni come ‘’Oh my gosh!” o anche solo “Gosh!” come sostituto di God, Dio, per esprimere stupore o come semplice esclamazione.
  8. Son of a sea biscuit!: beh, mi sembra quasi intraducibile o ridicola, ma viene usata abbastanza spesso dagli americani più grandicelli specialmente in California, invece di “son of a bitch” (figlio di putt*), letteralmente tradotto sarebbe ‘’figlio di un biscotto del mare”, facendo riferimento a un famoso cavallo americano chiamato Seabiscuit.
  9. Per dire invece “bel tentativo” o “nice try”, ci sono diverse espressioni, tra le mie preferite e più usate troviamo: “so near/close and yet so far” (così vicino e ancora così lontano), “close, but no cigar” o il simpatico “Close enough for government work”.
  10. What a dump/ what a dump heap/ what a pit: per indicare che un posto è disordinato, una discarica, e fa schifo. Sono tutti sinonimi di ‘’What a mess”, “che disordine”, in maniera un po’ più volgare.
  11. You’re as busy as a bee: sei così impegnato come un’ape, per dire che si ha da fare e si è occupati.
  12. Who died an made you king/Pope/God?: chi è morto e ti ha fatto re/Papa/Dio?, usato quando qualcuno se la tira e ha modi sgarbati e altezzosi.
  13. Se vuoi invitare invece una persona ad andare via, maleducata o sgradevole ci sono diverse espressioni: go fry an egg (vai a friggere un uovo), go suck a lemon (vai a succhiare un limone), go climb a tree (vai a scalare un albero), go play in traffic (vai a giocare nel traffico). Volendo si possono usare anche tra amici, scherzando, senza esagerare ovviamente.
  14. Hush! / Clam up!: due espressioni per  chiedere a qualcuno di fare silenzio.
  15. Per dire che si è stati occupati, indaffarati poi in America vengono usati: “I don’t have time to think” (non ho tempo di pensare), “I’ve been running around with my head cut off” oppure “I’ve been running around like a chicken with its head cut off”.
  16. Per chiedere come va, negli USA vengono molto usate espressioni come “How’s by you?”, “How’s tricks?”, o semplicemente “How’s everything?
  17. Ricordo poi un’espressione che ripeteva spesso il bambino della famiglia di cui fui ospite anni fa, vicino a Boston, che come i suoi amici, per dire ciao, o a dopo, usava “Later, gator” o anche la versione estesa “See you later, alligator”.
  18. Queste espressioni invece le adoro. Le ho imparate negli States e non mi escono dalla testa perché le trovo davvero graziose, per dire che è ora di andare via, lasciare un posto: Let’s get out of this taco stand: andiamo via da questo “taco stand” inteso come un posto economico, non molto gradito. E ancora: Let’s make like a tree and leave, Let’s make like the wind and blow, Let’s make like a banana and split
  19. I dig it: ho capito, ho afferrato.
  20. Roger doger: come per dire ok, capito.
  21. Bullshit: usatissimo ovunque, sentito in America, Irlanda e detto da quasi tutti coloro che
    parlavano un buon inglese. Spesso l’ho sentito in espressioni come ‘’What a bullshit”, “I’m studying bullshit”, è una parola(ccia) usata per indicare un forte dissenso o qualcosa di fastidioso, sgradevole, che non ci piace o di cui siamo in disaccordo. Insomma è una versione più simpatica del semplice “merda”.
  22. Viene anche usato “Baloney” (fesserie, idiozie, scemenze) invece di bullshit, specialmente nell’espressione “That’s a bunch of baloney” per dire “queste sono un mucchio di fesserie”.
  23. When pigs fly: quando i maiali volano. Invece dei nostri asini gli americani preferiscono i maiali. Potete quindi immaginare quale sia il contesto in cui usare questa espressione. Simili ci sono: “when hell freezes over”, “There isn’t a snowball’s chance in hell”.
  24. Dream on: continua a sognare.
  25. Snazzy cool: molto british per dire figo, grande, buono.
  26. Smeg off!: per dire a qualcuno di andarsene, molto rudemente, come per dire fuori dalle palle.
  27. Angon: abbreviazione di “Hang on”, per dire aspetta un momento, rimani in linea.
  28. To be boxed: letteralmente “finire inscatolato”, per indicare qualcuno che finisce in prigione.
  29. Fucked (up): ahhh questa espressione penso sia una delle più usate da me in università prima degli esami. Significa fottuto, oppure anche ubriaco, sballato in alcune comunità americane (poco usato in questo termine).
  30. Turkey: si usa per indicare qualcuno stupido, un cretino, un “tacchino”.
Avevo detto trenta ma alla fine ne ho aggiunta qualcuna, non potevo trattenermi! Sono così belle alcune! Queste sono alcune delle più usate che abbia mai sentito nel linguaggio parlato, ma nei film? Ve ne sono moltissime altre, e chissà, magari questo post avrà altre parti.

Per ora fate tesoro di queste per le vostre vacanze e viaggi. A presto!


E voi, conoscete o siete affezionati a qualche espressione inglese in particolare?